Pro e contro nell’utilizzo di questo materiale e rimozione sicura della stessa.

Nell’ultimo periodo l’amalgama dentale, utilizzata da diversi decenni quale materiale principale nelle otturazioni dei denti posteriori (non in settori estetici) è finita sotto i riflettori anche e soprattutto per l’interesse mediatico. Negli ultimi anni comunque l’utilizzo della stessa si è ridimensionato in maniera drastica, grazie all’avvento di materiali estetici affidabili e duraturi: le resine composite. In alcune condizioni però l’amalgama risulta essere il materiale ideale nella ricostruzione di elementi molto compromessi, grazie alla sua capacità di indurire in ambiente umido e resistere bene all’usura negli anni. Ma quali sono i rischi nell’utilizzo di questo materiale? Abbiamo selezionato le note scientifiche dei principali organi scientifici in ambiente medico e dentale in Italia e nel mondo.

Secondo l’FDI (Federazione Dentale Internazionale), l’amalgama dentale è un materiale molto efficace e privo di effetti collaterali, salvo occasionali effetti locali come reazioni allergiche o lichenoidi. Il CED (Council of European Dentisti) nel 2007 si è espresso ufficialmente a favore dell’uso dell’amalgama dentale.
Nel maggio scorso il CODE (Conference of Orders and assimilated bodies of Dental Practisioners in Europe) ha diffuso la risoluzione del Comitato scientifico sui rischi emergenti della salute (Scientific Commitee on emerging and Newly Identified Health risks) sulla sicurezza dell’amalgama dentale e dei materiali da ricostruzione alternativi per i pazienti ed utilizzatori, in cui si sostiene che l’amalgama è un materiale efficace e può essere considerato il materiale primario per alcuni tipi di ricostruzioni. La risoluzione pone però delle condizioni al suo utilizzo osservando alcuni effetti negativi, anche se la loro incidenza è molto bassa e solitamente prontamente gestita dai professionisti.

Sul fronte internazionale anche l’ADA (American Dental Association) evidenza come l’amalgama sia un prodotto sicuro.
“Non esistono ricerche scientifiche –conclude il Presidente ANDI- che indichino con certezza la tossicità di questo materiale. L’alternativa all’amalgama dentale è l’impiego di resine composite oppure dispositivi protesici come gli intarsi realizzati in lega aurea o in materiale ceramico. Anche per questi materiali però vi sono delle controindicazioni cliniche e per alcuni di loro non è comprovata l’efficacia rispetto all’otturazione in amalgama. Di certo è pericoloso rimuovere le otturazioni in amalgama soprattutto se non vengono adottate le opportune precauzioni.”

Facendo una revisione riassuntiva di quanto riportato sopra si possono ottenere alcune semplici considerazioni. L’amalgama dentale non rappresenta se usata in maniera corretta un pericolo per la salute dei pazienti (se non in situazione di rare allergie). Se un paziente presenta intolleranze o allergie per i metalli di cui è composta non va utilizzata o rimossa in sicurezza. Il rilascio di mercurio di una otturazione in amalgama è minimo, sicuramente minore di quello che presentano diversi cibi di uso comune. Il momento più delicato risulta essere quello della rimozione dell’otturazione, tale procedura deve essere eseguita in sicurezza, attraverso l’utilizzo della diga di gomma (isolamento del campo operatorio) e di una doppia aspirazione. Il nostro studio predilige l’utilizzo di materiali estetici ed affidabili: le resine composite, e nell’atto della rimozione dell’ amalgama preesistente si attiene ai protocolli di sicurezza. 

denti amalgama