Gengive e denti

Chi soffre di malattia parodontale e infiammazione gengivale in oltre il 90% dei casi è a rischio di diabete.

I risultati ottenuti da un gruppo di ricercatori dell'università di New York, pubblicati sul Journal of Public Health Dentistry , non fanno che confermare quanto già era stato ampiamente ipotizzato. Eppure fanno impressione: il 93% di chi va dal dentista per una parodontite, l'infiammazione delle gengive, è a rischio diabete.


STUDIO AMPIO

I ricercatori hanno passato al vaglio oltre 2900 adulti non diabetici partecipanti al National Health and Nutrition Examination Survey del 2003-2004, i medici si sono resi conto che il 93% dei pazienti con malattia parodontale doveva essere considerato a rischio diabete e avrebbe dovuto sottoporsi a un test della glicemia, contro il 63 per cento delle persone senza problemi gengivali. In chi soffriva di parodontite, inoltre, gli autori hanno rilevato più spesso la presenza di almeno due fattori di rischio aggiuntivi per il diabete, come l'ipertensione o la familiarità.

CONFERME

La Società Italiana di Parodontologia: L'evidenza di una stretta relazione fra parodontiti, malattie cardiovascolari e diabete è ormai schiacciante. Queste patologie si presentano spesso assieme perchè condividono gli stessi fattori di rischio come fumo, alimentazione scorretta, dislipidemie e, per le malattie gengivali, una scarsa igiene orale. Gli italiani che soffrono di parodontite sono il 14-15%: in queste persone la malattia gengivale provoca un'infiammazione cronica che mette in circolo mediatori chimici che favoriscono l'infiammazione. Sono questi che, direttamente, possono favorire la comparsa di malattie cardiovascolari e diabete: in entrambi i casi, infatti, sappiamo che l'infiammazione ha un ruolo non secondario nell'innescare i processi patologici.

DENTISTA

Appurato questo, vien da pensare che dal dentista si possa far molto per accorgersi se qualcosa non va e magari diagnosticare qualche caso di diabete in più: in Italia i malati sono circa tre milioni, ma si stima che ce ne siano almeno altrettanti che hanno la glicemia alta senza saperlo. Gli stessi statunitensi osservano che la visita dal dentista può essere un'utile opportunità per fare screening, indagando se il paziente ha altri fattori di rischio per il diabete e consigliando i test. Siamo infatti convinti che lo studio odontoiatrico sia un ottimo canale da sfruttare per la prevenzione e l'informazione ai cittadini: il dentista è lo specialista medico da cui gli italiani vanno più spesso, vede persone di ogni età e le visita periodicamente quando sono per altri versi sane, o almeno pensano di esserlo. Essendo cosí forte il legame fra malattie orali e cardiometaboliche, l'equipe odontoiatrica può veramente essere la prima a mettere la pulce nell'orecchio a chi magari non sospetta di essere a rischio ma dovrebbe sottoporsi a qualche controllo.
Cosa accade invece nei pazienti che sono già a conoscenza della loro patologia: sia essa diabete oppure malattie cardiache? Questi pazienti devono prestare particolare attenzione alla loro salute orale. Infiammazioni gengivali, infezioni dentali e presenza di carie innescano infatti stimoli infiammatori che portano ad aggravamento della patologie presistenti, e mandano nel circolo sanguigno batteri e tossine che sostengono infezioni generalizzate. La bocca è un sistema aperto e in comunicazione con gli atri organi non sottovalutiamo l'importanza di mantenere il corretto stato di salute della stessa.