Con i termini alitosi o foetor ex ore o bromopnea o , più comunemente, alito cattivo si indica generalmente l'odore sgradevole dell'aria emessa dal cavo orale.

L'alitosi, è molto diffusa nella popolazione mondiale: dalle forme più eclatanti e persistenti a quelle più leggere e transitorie si stima che oltre il 50% della popolazione mondiale ne sia affetta.
Può avere origini diverse, a volte è causata da malattie sistemiche (ernia iatale, cirrosi epatica, diabete mellito) ma più spesso è espressione di problemi del cavo orale.

La rilevanza della componente psicologica di tale disturbo è facilmente intuibile e ben nota fin dalle civiltà più antiche, tanto che numerosi rimedi sono stati indicati nel corso dei secoli. L’alito cattivo, infatti, può rappresentare una grande limitazione nei rapporti interpersonali, inducendo chi ne soffre ad evitare il più possibile contatti troppo ravvicinati con il prossimo.

 

Da Dove proviene?

Nel 90% dei casi il cattivo alito ha origine dalla bocca. La superficie della lingua, facilitando per vastità e struttura il depositarsi dei residui alimentari, costituisce un habitat idoneo al proliferare dei batteri anaerobi che metabolizzano le proteine e si localizzano generalmente sul retro posteriore della lingua. Il caratteristico odore alitosico è dovuto ai composti sulfurei volatili (comunemente chiamati VSC) provenienti dalla degradazione batterica di alcune proteine.Da uno studio effettuato da Delanghe e coll., presso un centro multidisciplinare universitario per il trattamento dell'alitosi, si evince che in 406 pazienti trattati l'alitosi era nell'87% dei casi di origine strettamente orale. Tra le cause non orali documentate nello studio vi erano al primo posto le affezioni di origine otorinolaringoiatrica (8%) e nell'1% solamente i disturbi gastroenterici.

Quali sono le cause?

I batteri gram-negativi anaerobi che metabolizzano le proteine producono composti gassosi contenenti zolfo, che emanano odori sgradevoli anche a basse concentrazioni. Le principali molecole identificate sono:

  • acido solfidrico;
  • metil-mercaptano;
  • solfuro di dimetile;

 

I disturbi dell’alito si distinguono in fisiologici e patologici

I disturbi fisiologici sono transitori, generalmente insorgono in particolari circostanze in cui si ha una diminuzione del flusso salivare ed un’alterazione del pH della bocca e consistono in:

  • alito mattutino o al primo risveglio;
  • alito che si sviluppa in una condizione di eccessiva fame;
  • alito che si sviluppa quando si discute per molto tempo;
  • alito che insorge nel periodo mestruale;
  • alito che insorge se si assumono particolari tipi di alimenti (soprattutto spezie);
  • alito che insorge se si assumono particolari tipi di farmaci (alcuni antistaminici, anti-ipertensivi, antidepressivi etc).

Si tratta di particolari condizioni organiche non riconducibili a segni di patologia. Il disturbo patologico dell’alito, è più intenso e persistente; è cronico se non si eliminano le cause e proviene fondamentalmente da sorgenti orali.

 

Il ruolo della cavità orale.

Quando nel cavo orale ci sono delle lesioni cariose, problemi gengivali o che interessano l'insieme dei tessuti parodontali, e in ogni caso un mancato controllo dell’igiene orale, aumenta notevolmente la quantità di batteri che vivono in ambienti in cui scarseggia o è del tutto assente l'ossigeno, che si riproducono in gran quantità nutrendosi dei residui di cibo lasciati nella bocca e sulla lingua dopo i pasti, rilasciando i composti volatili responsabili dell'alito cattivo. Questi batteri provocano la putrefazione delle sostanze organiche proteiche contenute nella saliva, nei residui alimentari che compongono la placca batterica e nel sangue presente nella bocca in caso digengivite e parodontite. Per effetto della loro azione vengono così liberati gli elementi chimici responsabili dell'alitosi, i cosiddetti compositi volatili solforati i composti amminici come putrescina e cadaverina. Le sedi più abitate da questi batteri sono il solco gengivale ed il terzo posteriore della lingua dove le caratteristiche anatomiche e patologiche possono incoraggiare la riproduzione e il metabolismo di tali microrganismi. In questa ottica la quantità di saliva disponibile all’interno della bocca per la distribuzione di ossigeno e per la detersione dei tessuti, gioca un ruolo fondamentale; è noto, infatti, che anche gli individui sani possono temporaneamente soffrire di alitosi se la loro salivazione diminuisce come accade durante il sonno, in caso di digiuno prolungato e quando si parla a lungo.E' importante comprendere che se l'alitosi è determinata da patologie del cavo orale, come ad esempio quelle che coinvolgono i tessuti parodontali, che richiedono l'intervento del medico dentista per essere sanate, anche ricorrendo a ripetute e ben eseguite manovre d'igiene orale domiciliare non si risolverà il problema.
All'interno delle tasche parodontali di pazienti affetti da parodontite, non detergibili con le normali pratiche d'igiene orale, si annidano i batteri che sono i principali responsabili dell'alitosi, oltre che della distruzione dell'osso di sostegno dei denti, microrganismi che non possono essere eliminati da terapie antibiotiche ma solo dalla cura professionale del dentista.
Diverse patologie del cavo orale possono determinare l'emissione di aria maleodorante col respiro e la fonazione. Chi è affetto da alitosi dovrebbe perciò sottoporsi a visita dell'odontoiatra.

 

Le regole d’oro per un alito fresco

È necessario spazzolare accuratamente i denti due volte al giorno e utilizzare il filo interdentale o il getto di un irrigatore orale almeno una volta al giorno. Dedicare anche qualche minuto anche alla pulizia della lingua, soprattutto nella parte posteriore dove la proliferazione batterica è maggiore. Fuori casa, sciacquare bene la bocca dopo ogni pasto ed, eventualmente, masticare una gomma alla menta senza zucchero: aiuta a rimuovere eventuali residui di cibo e a rinfresca l’alito. Usare regolarmente collutori ad azione antisettica, sciacquando bene anche la gola.Tenere ben presente che condizioni patologiche particolari nel cavo orale non permetteranno la risoluzione dell’alitosi, pur mettendo bene in pratica quanto sopra. Risulta quindi indispensabile il parere del dentista.

 

Le nostre terapie in studio:

I protocolli che applichiamo nel nostro studio per offrirti la cura ottimale a tale disturbo comportano un accurata igiene orale professionale, con particolare attenzione alla diagnosi e al rilevamento di carie, malattia parodontale e presenza di placca e tartaro e altri fattori che comportano infiammazioni croniche gengivali e degli altri tessuti orali. La diagnosi dell'alitosi avviene per via organolettica (annusando) o strumentale. Dopo la diagnosi si attua un piano di cura atto a trattare in modo mirato le cause di questo disturbo.